VIVA L'ITALIA

L’Italia nata da una idea massonica e portata avanti da fratelli massoni: è una repubblica intrisa di ricca simbologia massonica. L’inno nazionale, conosciuto anche come “Fratelli d’Italia”, Inno di Mameli, Canto nazionale, è stato scritto nell’autunno del 1847, dal “fratello” Goffredo Mameli (al quale, a riprova della sua appartenenza e devozione ai liberi muratori, saranno poi dedicate a futura memoria molte logge). Mameli nasce a Genova il 5 settembre 1827. Di nobile famiglia, era figlio di Giorgio Giovanni, della famiglia aristocratica sarda dei “Mameli dei Mannelli”, Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, contrammiraglio della Regia Marina Sarda, nonché parlamentare a Torino; la madre era Adelaide Zoagli, figlia del Marchese Nicolò Zoagli e di Angela dei Marchesi Lomellini; donna molto colta e di idee liberali. L’inno, di chiara connotazione massonica, fu musicato da Michele Novaro (Massone) e fu riproposto, il 12 ottobre 1946, dal “fratello”, Cipriano Facchinetti, ministro della guerra dell’allora governo De Gasperi, repubblicano ed al vertice della Massoneria con la carica di Primo Gran Sorvegliante nel Consiglio dell’Ordine del Grande Oriente d’Italia affiliato alla loggia “Eugenio Chiesa”. Il Facchinetti dispose ed impose che l’inno fosse suonato in occasione del giuramento delle Forze Armate. Da quel momento “Fratelli d’Italia” divenne, l’inno della Repubblica italiana. La legge 23 novembre 2012 n. 222 ne prescrive la conoscenza nelle scuole, così come per gli altri simboli italiani. Anche l’emblema della Repubblica Italiana, una stella bianca a cinque punte simmetriche centrata su una ruota dentata e circondata da un ramo di ulivo e una frasca di quercia (comunemente chiamato Stellone), fu adottato ufficialmente il 5 maggio del 1948, col decreto legislativo nº 535. Tale emblema ha origini e significati che rimandano alla Massoneria. Paolo Paschetto di famiglia valdese, nato il 12 febbraio 1885 a Torre Pellice, in provincia di Torino, e morto il 9 marzo 1963, massone, ne fu l’inventore risultando vincitore di un concorso di idee indetto dal 1° governo repubblicano Italiano. La commissione incaricata di valutare i bozzetti, presieduta dall’on. Ivanoe Bonomi (massone) approvò l’emblema che fu definitivamente approvato dall’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948, dopo la decisione finale sui colori. Il 5 maggio 48 il Presidente della Repubblica Enrico de Nicola firmando il decreto legislativo nº 535, diede alla Repubblica il suo emblema. “La stella a cinque punte è il simbolo più importante e più universalmente noto della Massoneria”. La bandiera italiana, come recita l’articolo 12 della nostra Costituzione, è composta dal verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. Il tricolore discende dal vessillo della Repubblica Cispadana, una repubblica massonica al servizio della Francia. Esso fu scelto dal segretario di stato di tale repubblica, Giuseppe Compagnoni, massone affiliato alla loggia di Reggio Emilia. La Repubblica Italiana è stata voluta, fondata da Massoni. Adornata con simboli massonici a futura memoria dell’impegno, della volontà e delle sofferenze che Massoni hanno profuso perché oggi noi possiamo godere di armonia, di pace e di uguaglianza. Ricordiamolo a noi stessi e ricordiamolo anche a chi oggi cerca di denigrarci con attacchi meschini. Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre origini e di essere Massoni ed Italiani.